Ottobre 27, 2008
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Category: Speleologia
È stata condotta nel periodo 17 giugno – 1 luglio 2008 la seconda fase della campagna di indagine geospeleologica in Cirenaica (nord-est Libia) da parte del CIRS Ragusa sulla base di un protocollo di ricerca sottoscritto con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bengasi.
Le indagini hanno interessato le aree di Bengasi, Al Majd, Al Beyda e Derna, nell’ambito delle quali sono stati esplorati e documentati alcuni sistemi carsici sia attivi che fossili. Al riguardo, nel settore carsico-costiero di Bengasi è stata condotta l’esplorazione e documentazione del Sistema Lethe, un complesso insieme di grandi doline di collassamento attraversate da una profonda rete attiva di condotti carsici attestati diverse decine di metri al disotto dell’attuale livello marino. Fra le cavità documentate nel suddetto areale, di particolare interesse per le connotazioni storiche, oltreché carsiche, è stata l’esplorazione della Grotta Lethe, cavità interessata da un vasto lago sotterraneo, attrezzata per visite turistiche nei primi decenni del secolo scorso, al tempo della presenza italiana nel paese.
La prosecuzione delle ricerche è prevista a marzo 2009 e verterà principalmente nell’area di Al Majd, settore dell’altopiano carbonatico del Jabel Al Akhdar, dove è presente un diffuso carso superficiale a cockpit con una serie di grandi doline e profondi inghiottitoi.

Al fine di integrare le ricerche fino ad ora condotte con indagini di tipo geologico-strutturale, geochimico e geofisico è in fase di formulazione un più ampio progetto di studio, in cui è prevista la partecipazione dei dipartimenti di geologia delle Università di Palermo e Catania e l’Assessorato Lavori Pubblici della Regione Siciliana, da presentare per un programma di finanziamento in ambito europeo.
Hanno partecipato alle ricerche della seconda fase Cristina Ciapparelli, Gianni Savasta, Rosario Ruggieri per il CIRS e Mohamed Abdelmalik per l’Università di Bengasi.
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Settembre 29, 2008
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Si è svolta dal 27 al 28 settembre la seconda fase del Seminario sui Fenomeni carsici della Sicilia dedicata al Carsismo dei Monti Iblei. L’attività didattica, cui hanno partecipato dottorandi e borsisti del Dipartimento di Geologia dell’Università di Catania e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sez. di Catania, è stata svolta, giorno 27, con una parte introduttiva curata dal Prof. Fabio Lentini sugli aspetti geologico-strutturali della Sicilia, cui ha fatto seguito il tema specifico del seminario riguardante “Il Carsismo delle aree carbonatiche dei Monti Iblei” curato dal Dott. Rosario Ruggieri. Il seminario ha quindi avuto un’appendice pratica con l’escursione di giorno 28 effettuata nella Cava Misericordia dove, oltre alla visita di alcune grotte e sorgenti carsiche, i partecipanti hanno avuto modo di osservare una diffusa e suggestiva serie di morfologie fluvio-carsiche sia sui versanti (solchi, morfologie carso-eoliche di erosione differenziale, ecc.) che lungo l’alveo roccioso (marmitte dei giganti, forre, ecc.). Alla fine dell’attività seminariale ai partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione.
A data da definire la terza fase dell’attività seminariale dedicata al carsismo delle aree gessoso-solfifere dell’agrigentino.
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Maggio 12, 2008
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Si è svolto a Ragusa Ibla, nei giorni dal 9 all’11 maggio, presso il teatro Donnafugata il Convegno “Sicilia Sotterranea”, organizzato dal CIRS Ragusa, in collaborazione con Soprintendenza e Protezione Civile e con i patrocini della Regione, Provincia e del Comune di Ragusa. Tema di questo evento sono state le strutture sotterranee artificiali, con particolare riguardo a quelle ubicate in prossimità e nel sottosuolo delle nostre città. La manifestazione ha avuto come finalità la promozione di tutte quelle realtà ipogee che hanno avuto, sia nell’antichità che in periodi storici più recenti, una particolare importanza nella vita individuale e collettiva dei nostri predecessori. Al riguardo, le relazioni presentate hanno spaziato dai siti di archeologia industriale, tipico caso delle miniere dimesse, a quelli archeologici o di importanza storico-antropica quali: ipogei, chiese rupestri, vecchi acquedotti, qanat, antiche cisterne e rifuggi antiaerei, dell’ultimo evento bellico mondiale, elenco quest’ultimo significativo del patrimonio ipogeo isolano, ma non certamente esaustivo dello stesso.
Di seguito alle tematiche di valorizzazione, tutela e fruizione sono state, altresì, dibattute, nella sessione tecnica conclusiva, quelle relative alla messa in sicurezza di tali ambienti, stante che in diversi casi, ed emblematici al riguardo sono quelli di Ragusa e Modica, la presenza di ampi volumi ipogei a breve profondità, abbandonati e senza nessun controllo da diversi decenni, può costituire un reale pericolo per le strutture urbane soprastanti e quindi per la collettività considerata, altresì, la sismicità e la presenza di fenomeni carsici dell’area Iblea.
“Sicilia Sotterranea” ha avuto al margine una mostra con foto, disegni e cartografie illustranti alcune delle più significative strutture ipogee iblee, e due momenti escursionistici: il primo con la visita delle Latomie del Gonfalone a Ragusa, il secondo, giorno 11 maggio, con la visita delle miniere di asfalto di c.da Streppenosa.
In considerazione del positivo riscontro che la manifestazione ha ottenuto, sia in termini di interesse dei partecipanti che di rilievo delle relazioni presentate, ne è stata auspicata una seconda edizione nei prossimi anni.

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